Assenze per malattia – Periodo di comporto

Si sente spesso parlare, in relazione alle assenze per malattia, di “periodo di comporto”. Si tratta di un tema su cui la giurisprudenza è intervenuta a più riprese: ancora recentemente, ad esempio, la Corte di Cassazione (Sentenza n. 15095/2018) ha deciso che il datore di lavoro, una volta indicati i giorni di assenza per malattia, è a quelli vincolato nel calcolo del periodo di comporto; o ancora ha affermato che il licenziamento intimato al lavoratore prima della scadenza del periodo di comporto è nullo.

Ma cosa significa? Cosa è il periodo di comporto? Come noto il lavoratore durante lo stato di malattia ha diritto alla conservazione del posto di lavoro (art. 17 CCNL 2007). Questo diritto non è però illimitato, ma è riconosciuto per un periodo di tempo individuato dai contratti collettivi nazionali di lavoro per l’appunto il “periodo di comporto” (nel comparto scuola il periodo di comporto è pari a 18 mesi). In casi particolarmente gravi, al lavoratore che ne faccia richiesta, è concesso di assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi senza diritto ad alcun trattamento retributivo.

Durante questo periodo il datore di lavoro può licenziare il lavoratore assente per malattia solo, in linea di massima, per giusta causa (cioè per un comportamento del lavoratore che abbia un notevole rilievo disciplinare) oppure in caso di malattia irreversibile (cioè quella malattia tale da rendere certo che il dipendente non potrà riprendere la normale attività lavorativa).
Questo significa che, salvo i casi di cui sopra, se il periodo di comporto previsto dal contratto collettivo applicato a un lavoratore è di, come nel nostro caso, 18 mesi, questi potrà essere licenziato soltanto al 18 mese e un giorno consecutivo di assenza per malattia (in caso di comporto secco, cioè previsto per un’unica malattia ininterrotta) o al 18 mese e un giorno di malattia in un certo arco temporale (e in questo caso si parla di comporto per sommatoria per cui si vanno a sommare tutti i giorni di assenza per malattia anche se non consecutivi e relativi a diverse malattie in un certo periodo di tempo, nel comparto scuola l’arco temporale è pari a tre anni).

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Author: Redazione