Congedo di paternità: non spetta ai dipendenti pubblici

Con il parere n. 8629 del 20 febbraio 2013 la Funzione Pubblica rende noto che le disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro (riforma Fornero) contenute nell´art. 4, comma 24, della legge n. 92 del 2012 sui congedi obbligatorio e facoltativo del padre lavoratore non sono direttamente applicabili ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001.

La riforma del lavoro ha introdotto il congedo di paternità obbligatorio di un giorno, spettante al padre lavoratore entro i 5 mesi dalla nascita del figlio, e quello facoltativo di altri due giorni in sostituzione della madre durante il periodo di astensione obbligatoria. Durante le assenze è prevista una indennità giornaliera Inps del 100% della retribuzione.

In particolare la nota della Funzione pubblica afferma che “….la normativa in questione non è direttamente applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all´art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001, atteso che, come disposto dall´art. 1, commi 7 e 8, della citata L. n. 92/2012, tale applicazione è subordinata all´approvazione di apposita normativa su iniziativa del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Pertanto, per i dipendenti pubblici rimangono validi ed applicabili gli ordinari istituti disciplinati nel D.Lgs. n. 151 del 2001 e nei C.C.N.L. di comparto.

La predetta preclusione è vigente a tutt’oggi. Il Ministro competente non ha ancora emanato il Decreto inteso a definire ambiti, modalità e tempi per estendere il congedo in discorso ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

D.F.P. Parere n. 8629 del 20-02-2019_Congedo di paternità

 

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Author: Redazione