Legge 104: Insegnante part time fruisce dell’intero permesso

Come recitava un vecchio personaggio della Tv la domanda sorge spontanea: Un docente con contratto a tempo indeterminato in regime di part time a quanti giorni di Legge 104/92 ha diritto per assistere il parente disabile in situazione di gravità?
L’art. 33, comma 3, della legge n. 104/1992 prevede che i soggetti che hanno diritto di fruire degli ormai famosi 3 giorni mensili per assistere persone disabili in situazione di gravità sono: il genitore, il coniuge, il parente o l’affine entro il 2° grado. Qualora i genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità siano deceduti o affetti da malattie invalidanti o abbiano superato i 65 anni di età, possono utilizzare i permessi mensili anche i parenti e gli affini entro il 3° grado.
Il permesso mensile, a fronte di una prestazione lavorativa di regime di part time verticale caratterizzata dalla presenza in servizio del lavoratore, di norma su tre giorni la settimana, era consentito in maniera ridotta: 2 giorni al mese anziché 3.
Anche nella scuola come nel resto del pubblico impiego si teneva conto di una circolare INPDAP (la n. 34 del 10 luglio 2000) che nella parte finale sanciva:
“I benefici ex art. 33 spettanti al personale con rapporto di lavoro part time sono i seguenti:
PART TIME VERTICALE
permesso giornaliero di due ore per ogni giorno di servizio prestato;
permesso mensile di tre giorni ridotto proporzionalmente alle giornate effettivamente lavorate”.

Tale orientamento viene rivisto dai Giudici della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 4069/2018. Il caso affrontato dai togati riguardava una dipendente delle Poste in regime di part time verticale che si era vista riporporzionale, dal proprio datore di lavoro i giorni di permesso legge 104/92 da 3 a 2 giorni mensili.
La Suprema Corte, nell’analizzare il caso di fattispecie sancisce alcuni principi estremamente importati:
” il permesso mensile retribuito di cui all’art. 33, comma 3, L. 104/1992 costituisce espressione dello Stato sociale che eroga una provvidenza in forma indiretta, tramite facilitazioni e incentivi ai congiunti che si fanno carico dell’assistenza di un parente disabile grave”.
“Si tratta, in definitiva, di una misura destinata alla tutela della salute psico-fisica del disabile quale diritto fondamentale dell’individuo tutelato dall’art. 32 Cost., che rientra tra i diritti inviolabili che la Repubblica riconosce e garantisce all’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità (art. 2 Cost.)”.
Tenuto conto , pertanto, delle finalità dell’istituto disciplinato dall’ad 33 della L n 104/1992, come sopra evidenziate attinenti a diritti fondamentali dell’individuo, deve concludersi che il diritto ad usufruire dei permessi costituisce un diritto del lavoratore non comprimibile e da riconoscersi in misura identica a quella del lavoratore a tempo pieno.

Per sintetizzare quanto sopra detto
I docenti in part time verticale, qualora svolgano il proprio servizio settimanale su 3 giorni rispetto ai 5 normalmente richiesti il permesso mensile previsto dalla legge 104/1992 art. 33 comma 3 ( 3 giorni mensili) è fruibile per intero. L’articolazione su 3 giorni supera il 50% della prestazione ordinaria.
Per quanto riguarda, invece il personale ATA in regime di part time verticale, ha bisogno, per fruire dei permessi mensili nella loro interezza di articolare il proprio orario su 4 giorni atteso che il normale orario di servizio è svolto, di norma, su sei giorni settimanali.

La sentenza è disponibili nella sezione archivio di questo sito.

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Author: Redazione