Delega del Dirigente Scolastico ai Collaboratori: No funzioni o ruoli superiori

Con sent. n. 193/2015, depositata il 30 giugno 2015, la Corte di appello di Potenza, in riforma della decisione di primo grado, ha revocato il decreto ingiuntivo, con il quale era stato ingiunto al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e alla Direzione Didattica Statale 2° Circolo di Matera il pagamento, a favore di un collaboratore del dirigente scolastico, dell’indennità ex art. 69 C.C.N.L. 1995 per avere assolto, negli anni scolastici 2009/2010 e 2010/2011, le funzioni di docente vicario del dirigente scolastico.

La Corte ha escluso il diritto all’indennità sul rilievo che i dirigenti scolastici avevano inteso delegare al collaboratore specifici compiti (quali sostituzione docenti assenti, controllo firme, supporto redazione circolari), come risultava dai decreti n. 3493/2010, relativo all’anno scolastico 2009/2010, e n. 2773/2011, relativo all’anno scolastico 2010/2011, e che tali compiti – ai sensi dell’art. 25, comma 5, d.lgs. n. 165/2001, come interpretato dall’art. 14, comma 22, d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla I. 7 agosto 2012, n. 135 – non costituivano affidamento di mansioni superiori o di funzioni vicarie.

Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione.

L’art. 25, comma 5, d.lgs. n. 165/2001 prevede che “Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti, ed è coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell’ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell’istituzione scolastica, coordinando il relativo personale”.

L’art. 14, comma 22, d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla I. 7 agosto 2012, n. 135, n. 95/2012, stabilisce che “Il comma 5 dell’articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si interpreta nel senso che la delega ai docenti di compiti non costituisce affidamento di mansioni superiori o di funzioni vicarie, anche nel caso in cui detti docenti godano dell’esonero o semiesonero ai sensi dell’articolo 459 del decreto legislativo n. 297 del 1994. Il docente delegato può essere retribuito esclusivamente a carico dei fondi disponibili per la remunerazione accessoria presso la specifica istituzione scolastica od educativa ai sensi dell’articolo 88, comma 2, lettera f), del C.C.N.L. relativo al personale scolastico”.

Dall’esame di tali norme emerge che il dirigente ha facoltà di delegare compiti ai suoi collaboratori e che il rilascio di tale delega non costituisce attribuzione di funzioni vicarie o superiori.

In sostanza, il d.l. n. 95/2012 ha interpretato l’art. 25, comma 5, d.lgs. n. 165/2001 nel senso che la delega di compiti ai docenti non comporta in ogni caso l’affidamento di mansioni superiori o funzioni vicarie e che la retribuzione del docente delegato può solo avvenire con le risorse finanziarie destinate ai compensi accessori, ai sensi della richiamata disposizione collettiva (art. 88).

Print Friendly, PDF & Email