Riconoscimento del servizio militare – Personale ATA

Il Tribunale di Milano – Sezione lavoro ha riconosciuto il diritto all’attribuzione del punteggio previsto per il servizio militare (punti 6) anche se lo stesso non è stato svolto in costanza di rapporto di lavoro.

IL CASO

Il ricorrente de quo ha citato in giudizio il Ministero dell’Istruzione, poiché nelle graduatorie di III fascia per il triennio 2021/2024 nella parte in cui disciplina anche la valutazione del servizio militare, del servizio civile sostitutivo e del servizio civile volontario, in cui si dice che: “il servizio militare di leva e i servizi sostitutivi assimilati per legge, prestati in costanza di rapporto di impiego, sono considerati servizio effettivo reso nella medesima qualifica”. Mentre il servizio militare di leva e i servizi assimilati per legge, prestati non in costanza di rapporto di impiego, sono considerati come servizio reso alle dipendenze delle amministrazioni statali.

Il ricorrente ha fatto domanda il 14.4.2021 per l’inserimento nelle graduatorie di circolo e di Istituto della terza fascia della Provincia di Milano quale personale Ata per il triennio 2021/2022. 2022/2023 e 2023/2024 come  da  D.M.  n.  50  del  3.3.2021.  chiedendo  il  riconoscimento del servizio militare reso dal 12.2.1998 al 11.11.1998,  successivamente alla data di conseguimento del diploma che consente l’accesso alle predette graduatorie, conseguito  nel 1996 presso  l’I.T.C., come precisato dal procuratore del ricorrente in sede di udienza di discussione.

Con il presente giudizio lamenta che il MIUR non gli ha riconosciuto il punteggio di 6 punti per il servizio di leva obbligatorio in quanto i decreti ministeriali di inserimento e aggiornamento delle graduatorie consentono la valutabilità del servizio militare solo ove questo sia espletato “in costanza di nomina” non attribuendogli il punteggio di 6,00 punti.

Il ricorrente ha dedotto quindi la illegittimità del decreto ministeriale n. 50 del 3.3.2021 perché in palese contrasto con la normativa primaria e, segnatamente, con l’art. 485, settimo comma, del D.lgs. 297/1994, ai sensi del quale “Il periodo di servizio militare di leva o per richiamo e il servizio civile sostitutivo di quello di leva è valido a tutti gli effetti”.

Per questa ragione il ricorrente ha chiesto di vedersi attribuire i 6 punti per l’espletamento del servizio dì leva obbligatorio per le classi di concorso in cui è inserito ed afferenti al conseguimento del titolo di accesso prima dell’espletamento del servizio di leva militare.

Secondo i Giudici del Tribunale di Milano – Sezione lavoro il ricorso é fondato e merita accoglimento.

Per i Giudici di Milano la condotta del MIUR si pone in contrasto con l’art. 485 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione) che, nel disciplinare il “riconoscimento del servizio ai fini della carriera”, al comma 7, precisa: “Il periodo di servizio militare di leva o per richiamo e il servizio civile sostitutivo di quello di leva è valido a tutti gli effetti”.

I decreti ministeriali n. 50 del 3/3/2021 e n. 9256 del 18/3/2021, nella parte in cui prevedono che il servizio militare sia valutato per intero solo se espletato in costanza di nomina, di fatto, limitano la portata applicativa della norma di rango primario sopra richiamata.

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5679/2020 ha poi chiarito che: “il punteggio per il servizio di leva obbligatorio e il servizio civile ad esso equiparato dev’essere valutato anche ai fini dell’accesso ai ruoli mediante graduatorie ad esaurimento, trattandosi di selezioni “lato sensu” concorsuali, aperte a una pluralità di candidati in competizione fra loro, alle quali pertanto può applicarsi estensivamente la disciplina di cui all’art. 2050 del d.lgs. n. 66 del 2010”.

Quest’ultima norma prevede che “1. I periodi di effettivo servizio militare, prestati presso le Forze armate sono valutati nei pubblici concorsi con lo stesso punteggio che le commissioni esaminatrici attribuiscono per i servizi prestati negli impieghi civili presso enti pubblici. 2. Ai fini dell’ammissibilità e della valutazione dei titoli nei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni è da considerarsi a tutti gli effetti il periodo di tempo trascorso come militare di leva o richiamato, in pendenza di rapporto di lavoro”.

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